Proverbi

Osservare, considerare, riflettere: ecco i momenti che stanno alla base dei proverbi e “modi di dire” delle vallate alpine.

Renzo Guiot

 

Essi sono un tutt’uno con la vita e l’attività dell’uomo svolta da sempre nel faticoso ma sereno lavoro dei campi, a perenne contatto con la natura, con l’alternarsi delle stagioni e il mutare, talvolta repentino del tempo.
Il montanaro in particolare, durante le lunghe soste invernali nella quiete delle veglie serali, ha trovato il tempo di soffermarsi a meditare, di attingere immagini e colori dello svolgere della sua attività e del suo stesso modo di vivere per ricavarne regole di vita, di lavoro e di costume nonché massime di profonda saggezza, ora ardite, ora bonarie, ora caustiche.
Nella loro semplicità e spontaneità i proverbi esprimono dei valori che spesso superano ogni spazio ed ogni tempo tali da renderli sempre validi e attuali”.

(Remigio Bermond – Le Sabée de notri reiri)

 

Tsaque mizoùn à soùn ditoùn
e toù vieladze à soùn lengadze

Ogni casa ha il suo detto
ed ogni villaggio il suo dialetto

 

 

Il corso delle stagioni e le “previsioni del tempo”

* Alta Val Dora Riparia
* Alta Val Chisone
* Val S. Martino

 

PRIMAVERA

* Tra mars e abrì, loú coumbals rèstou pâ da ramplì
Tra marzo e aprile, i canaloni (avvallamenti) non restano da riempire

* Mars oul à tëjoù vintanaou nëvarouchâ
Marzo ha sempre ventinove nevicate
Difficilmente marzo ha estesi periodi di bel tempo. Le nevicate sono frequenti. (Proverbio tipico dell’alta Valle)

* Abrìël tsaut e môi freit, ramplison la grôndze e lë teit
Aprile caldo e maggio freddo riempiono il fienile e la stalla
(sono cioè forieri di un ottimo raccolto di fieno che favorirà l’allevamento)

* A mità furìa, mità ta palhe e mità toùn fenìa, doua pars dâ tsavilhìa, toù farè mitìa
A metà febbraio, metà paglia e metà fieno, due terzi del pane: tutto tornerà utile (poiché lungo srà ancora l’inverno)

* Cant la feulhe ée â boisoùn la feie s’ nen foute dë soùn patroùn
Quando la foglia spunta sul cespuglio la pecora può fare a meno del suo padrone

* Tsì seméne dë froument, tu lou-z-on s’ n’arpent
Chi semina frumento, tutti gli anni se ne pente.
Infatti, se ne ha seminato poco ed il raccolto è stato abbondante, rimpiange di non averne seminato di più; viceversa, se ne ha seminato molto ed il raccolto non è stato buono, rimpiange di averne seminato così tanto.

* Per l’Anounsciô adìou lâ vilhô
Per l’Annunciazione (25 marzo) addio alle veglie serali

* Dou méi d’abri la vëntë pâ s’décurbî d’un fi. Can l’aribarè lou méi d’mai bëttë-tè s’quë t’plai
Nel mese di aprile non bisogna scoprirsi di un filo. Quando arriverà il mese di maggio mettiti quello che ti piace

* Lë freis ou s’abilho e l’om ou s’ dibilho
Il frassino si veste (si copre di foglie) e l’uomo si sveste

 

ESTATE

* Bien dë guèpa e bien d’ooulanha, bien dë néou për lâ mountanha
* Lî sali grant e bien d’ooulanha, anounsiën bien dë néou për lâ mountanha
* Bien dë guèpa e bien d’aliëra, bien dë néou per lâ chariëra

Sono tre proverbi di uguale significato: essi predicono o annunciano delle grandi nevicate, dall’abbondanza di vespe, di nocciole e di bacche del “sorbus aria” verificatasi nella stagione estiva e d’autunno. Ora tutti questi fatti, perché avvengano, necessitano di molto calore e di una estate asciutta, cui seguirà per contrasto – secondo la comune credenza – un inverno lungo e rigido.

* Ann da fen, ann da rien

… perché l’erba abbondante presuppone un’annata piovosa che non è certamente favorevole agli altri prodotti della campagna, che hanno bisogno di sole e di calore per fruttificare e maturare

* L’isiam d’apré Sant Marguëritto oul à pâ lonjo vitto
Lo sciame dopo Santa Margherita non ha lunga vita
Le api sciamano quando c’è più di una regina. Ma se sciamano in luglio non hanno più il tempo per costruire un altro alveare ben protetto dai geli

* L’ivèr ëd Sën Jan ou fa ëncâmai ëd dann quë d’ pan
L’inverno di San Giovanni fa più danno che pane
Il 24 giugno è solstizio d’estate. Ma spesso, nella relativa settimana, le piogge alternate a schiarite, tipiche della stagione, si accompagnano ad abbassamenti repentini della temperatura che danneggiano le messi in crescita

* Ou quiënzë d’óou, l’ivèr si móou
Quindici d’agosto …. L’inverno si muove
E’ il detto più indicativo di quanto breve sia, nelle zone alpine, la bella stagione. A metà agosto infatti iniziano i violenti temporali con abbassamento della temperatura e la comparsa della prima neve sulle vette più alte

Un altro proverbio descrive con amarezza la difficile condizione del montanaro costretto a lavorare duramente nel brevissimo periodo estivo:

* Naou méi d’ivèr e tréi mei d’ënfèr
Nove mesi d’inverno e tre mesi d’inferno

 

AUTUNNO

* Còurte avéne, artse pléne
Avena corta, buon raccolto

* La garne il ite pô a mei dë doua neu
Gli aghi delle conifere non resistono tra una nevicata e l’altra.
Se la nevicata è precoce, prima cioè della caduta delle foglie, tornerà presto a sciogliersi.

* Lâ pleuia d’San Miché lâ restan pâ ou sé!
Le piogge di San Michele non rimangono in cielo!
Fine Settembre, tempo di acquazzoni (San Michele: 29 settembre)

* Par San Miché tappë la taco ou sé
Per San Michele, getta il tascapane al cielo
Con la fine di settembre annotta prima e si anticipa la cena

* Par San Bartaloumiòou laisso anâ l’èigo aou riòou
Per San Bartolomeo lascia andare l’acqua al rio
Non c’è più bisogno di irrigare i prati; presto comincierà la stagione delle piogge

 

INVERNO

* Tsalenda â clor dë lune tsi à doua vatsa nen vend une
Natale con il chiaro di luna chi ha due vacche ne venda una

* Tsalenda dura, ipìa segura
Natale freddo, raccolto assicurato, ovvero: sotto neve pane

* Charënda dura, éipia pura; Charënda molla, éipia folla
Calende rigide, spighe gonfie; Calende umide, spighe vuote
A Natale è ottimo segno se c’è neve e fa molto freddo: si farà un buon raccolto. Se il clima (diurno) è tiepido, il terreno, non protetto dalla coltre di neve, gelerà di notte e molti semi moriranno.

* Sout la fioca pan, sout l’aiga fam
Per l’economia montana la neve è una vera provvidenza, riparando dagli eccessivi freddi i teneri germogli, dei cereali specialmente. Un inverno piovoso invece distruggerebbe completamente (deriva dal proverbio italiano: sotto la neve pane, sott’acqua fame)

* Ou tart ou d’ouro, lâ coumba arèstën pâ da umplî
In montagna, o presto otardi, la neve deve cadere e riempire valli e burroni per potere, nella stagione estiva, alimentare i fiumi e le sorgenti. Le leggi della natura non si smentiscono e l’uomo della montagna lo sa.

* Lë Boundio nou prëzèrvë dë la néo nouvëmbrino e dou méi d’mai la brino
Il buon Dio ci preservi dalla neve novembrina e nel mese di maggio la brina
La neve che cade in novembre è pesante; il gelo della notte forma spesso strati di ghiaccio che non scioglierà fino a primavera. Le strade diventano sdrucciolevoli e pericolose, i campi soffrono e molti semi moriranno

* Qui plantë d’Avén ou ganho in an d’ tén
Chi pianta in Avvento guadagna un anno di tempo

* Par Notrë Damë douz Avén, le loup cour a tou tén
Per la Madonna dell’Avvento, il lupo corre senza sosta
L’8 dicembre in montagna è già pieno inverno. Molti animali sono caduti in letargo e il lupo non trova più facili prede

 

Pa nun po’ empatsô
a l’aure dë souflô
e a la dzent dë parlô

Nessuno può impedire
al vento di soffiare
e alla gente di parlare

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