Grand Puy

Grand Puy

di Renzo Guiot

 

 

 Alzani Editore, 2007

 …Narra di due fratelli che abitavano in un antico gruppo di primitive abitazioni in una località denominata P’SI PÈOU …

Inizia così il libro titolato Grand Puy.

Non ho sognato; avrei voluto scriverlo io, ma leggendo una pagina dopo l’altra ho scoperto che l’Autore era ed è Renzo Guiot proprio di Grand Puy. Non vi dico chi è Renzo Guiot, perché è normale conoscerlo attraverso il suo libro, vi rivelo però che conosce un’infinità di parole e formule magiche che la sua penna volutamente ha seminato in ogni foglio. Toglietevi anche dalla testa che sia un mago. Ho provato io stesso ad usare le sue formule e proferirle con gli abitanti di Grand Puy e Pragelato; subito mi hanno chiesto il nome e l’origine della mia famiglia tanto la mia parlata era stata affine. Ora comprendo che senza accorgermene ho imparato il patouà di Grand Puy, ma soprattutto ho tra le mani il primo prontuario morfologico della parlata occitana di Grand Puy. Dopo appena quattro righe mi accorgo di scrivere la recensione del libro, ma vi giuro, non voglio fare la solita celebrazione perché non si legge un libro per gli altri. Chi mi legge ed ascolta deve domandarmi…« dove hai letto, imparato quelle notizie così interessanti ma soprattutto nuove ? » Risponderò « …semplice amica/o, ho acquistato e letto il libro Grand Puy ».

Il racconto di Renzo Guiot mi incalza e voglio finirlo assolutamente nell’arco di due giorni. ….il Delfino Umberto II e i rappresentanti delle comunità delle valli alpine firmarono la Grande Charte…Che emozione appartenere alle valli alpine; gente affidabile, che quando firma, firma. Non è grandeur, è storia. Di storia in Grand Puy ce n’è ne molta, c’è la storia locale, quella delle nostre valli in vari tempi: date, nomi, personaggi, fatti, documenti, battaglie e guerre, vicende religiose, località, sciccherie ed un’infinità di particolari assenti in altri libri di storia di quel periodo in circolazione e nelle librerie, ma soprattutto c’è la voglia di leggerla per coprire le lacune di taluni momenti storici. Sarà la bravura dell’Autore o la curiosità stimolata dalle prime pagine, sta di fatto che non ho mai letto un libro impegnativo per un pubblico preparato e competente come il testo di una collana di racconti e novelle per ragazzi.

Dove voglio portarvi con queste considerazioni? Semplice: Grand Puy è il primo testo storico che si può raccontare, leggere nelle scuole fin dalla prima classe ai bambini con le braccia conserte ed il mento appoggiato su di esse. « Impensabile » direte « proporre la storia, quella con le S maiuscola ai primini ». Assolutamente no! Grand Puy è anche l’A,B,C della storia che forma già nei ragazzi seduti sui banchi quel cestone, quel baule dove infilare le mani che si chiama …nostri ricordi…. Non so se è capitato anche a voi di selezionare l’indice di un libro con la sincronia occhio/dito puntato per trovare un capitolo da leggere subito e stabilire il feeling che vi apparterrà per leggerlo interamente? Io ho provato con Grand Puy….« leggerò questo subito, poi quello e per ultimo…» mi sono detto. Nulla di tutto questo; per la prima volta l’indice mi ha fregato e sono stato costretto ad essere fedele alla successione dei titoli. Quando l’avrete tra le mani, provate a saltare anche un solo capitolo di Grand Puy, sarete obbligati a tornare indietro per ritrovare il filo conduttore di una storia, che scoprirete appartenervi come un DNA. Tutti gli argomenti sono accattivanti, quasi caldi perché sempre vicini ad un camino, al fuoco – anche la narrazione de L’incendio del 1924 (pag. 41) non lascia la desolazione e freddo – e profumati dal tipico odore de ..La cottura del pane per il tsalendôlë (il pane per l’inverno) durava normalmente 15 giorni (notte e giorno) senza mai lasciare raffreddare il forno finché tutti non avessero fatto la necessaria provvista per il lungo inverno. Il tempo e lo spazio incombono. Come farò ad allontanarmi da Grand Puy? Devo chiudere cari amici; mi defilerò lasciandovi sulle scie delle…Briciole di storia dove anche i lupi….in diversi tempi avevano divorato diversi bambini che pascolavano il bestiame in campagna….a Fraisse, Mentoulles, Serre di Villaretto, Rif di Pragelato, Souchères Basses e a la Ruà. Il libro è anche una collana di poesie in patouà di Grand Puy ed un album di foto di varie epoche; anche le foto di luoghi, costruzioni e panorami sono volti, i volti della nostra storia.

Ecco, io ho già finito di leggere Grand Puy ma vi affido la pagina 79 in cui l’autore riporta …con i pensieri di Alex Berton….Una ammirevole organizzazione nell’insegnamento per cui l’analfabetismo era completamente sconosciuto (chi sa lo insegna agli altri ed è il Maestro).

Pensare che tutto era iniziato con la leggenda dei due fratelli di P’SI PEOU che non immaginavano di essere i fondatori di Grand Puy. Ora lo sappiamo dal libro di Renzo Guiot che non ha tirato fuori dal cilindro il classico coniglio bianco, ma Grand Puy. Vi avevo detto che l’autore non era un mago; mi devo ricredere: la sua opera è un prodigio uscito dalle mani di un indigeno che ama e conosce bene il suo piccolo villaggio.

Riccardo Breuza

 

 

 

 

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