Saluti dalla Val Pellice

Saluti dalla Val Pellice - Viaggio in cartolina -1900- 1950

di Jole Paolasso con la collaborazione di Aurelio Toye

LAReditore, Perosa Argentina, dicembre 2011

Dopo solo otto mesi dalla pubblicazione del suo ultimo libro: “In viaggio con il tramway”, dedicato alle cartoline d’epoca della bassa Val Chisone (e recensito dalla sig.ra Ines Castagno sulla Valaddo n° 2 del giugno 2011), ecco che il sig. Aurelio Toye ritorna per proporci un altro affascinante viaggio in cartolina: ma questa volta attraverso la Val Pellice e come collaboratore della signora Jole Paolasso, che, essendo pure lei appassionata collezionista di cartoline, è la meritevole autrice di questo avvincente libro.
“Saluti dalla Val Pellice” è veramente un libro avvincente, perché, dopo aver attratto l’attenzione del lettore col suo formato più grande del solito e la sua brillante veste tipografica, lo conquista definitivamente con la sua effi cace e funzionale impostazione ad album, in cui ogni cartolina della signora Jole Paolasso è sapientemente disposta e commentata.

In tutto queste pittoresche cartoline  sono più di trecento, in maggioranza in bianco e nero e le didascalie, che le accompagnano, rendono sicuramente “più piacevole lo sfogliare le pagine del libro, fornendo indicazioni, date, descrizioni e piccole curiosità” che, pur non avendo la pretesa di narrare la storia della Val Pellice, aiutano a ripercorrerne le tappe e a coglierne i diversi aspetti dal 1900 al 1950. Costituendo così, insieme alle cartoline medesime, un vero patrimonio storico, come giustamente  evidenzia l’editore Andrea Garavello che, altrettanto giustamente, è fiero della sua pubblicazione e dei suoi autori, i quali sono diventati collezionisti d’eccezione e indiscutibili intenditori di cartoline d’epoca, grazie al legame profondo che hanno avuto ed hanno ancora, per le loro valli e la storia locale. Legame che è anche studio, ricerca e desiderio di approfondimento, come ben si percepisce, sia nell’interessante e dettagliata introduzione del sig. Toye, dedicata alla storia della cartolina postale illustrata, sia nell’accurata scelta e organica collocazione delle innumerevoli cartoline, che permettono al lettore di viaggiare lungo tutta la Val Pellice, partendo da Luserna, Lusernetta, Rorà, Torre Pellice fino a raggiungere Villar Pellice, Bobbio Pellice e Angrogna. Stupende e incisive testimonianze di vita, di cultura, di tradizioni, di lavori e di persone, che hanno caratterizzato la Val Pellice nel secolo scorso e che, grazie alla signora Paolasso, non saranno dimenticate. Come, per citarne alcune, quelle delle cave di pietra di Luserna, del trenino di Torre Pellice, del Pattinoire, dei costumi valdesi di Angrogna, dei fnìe della Vaccera e degli alpini sulle rocce presso la conca del Prà, dove si vede chiaramente che la loro divisa, agli inizi del 1900, era ben diversa dall’attuale.

E di sicuro non saranno anche dimenticate le ultime pagine di questo libro che, riservate ai monti, ai laghi, alle cascate, agli alpeggi e ai rifugi locali, sono, a mio avviso, le più suggestive di tutte e  concludono alla grande quell’ideale viaggio nel tempo e fra i paesi della Val Pellice, che il libro propone. In particolare, io non dimenticherò le splendide immagini del Prà a pag. 105 e, soprattutto, la cartolina della Ciabotta (anno 1932), su cui compare, accanto alla foto di un gruppo di turisti, un’arguta e garbata scritta dall’evidente intento pubblicitario: “Non è mai da sprezzare il modesto conforto che offre un Alberghetto di Montagna per calmare gli stimoli dell’appetito aguzzato dall’aria frizzante delle Alpi”.


Maria Dovio Baret

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