Distribuzione manuale rivista

Distribuzione della rivista

Solitamente non si pubblicano articoli sull'organizzazione interna della nostra associazione, ma in questo caso la redazione ha pensato che valesse la pena di farlo, in modo da sottoporre a tutti i soci un'idea che è stata discussa nel corso della riunione del direttivo dello scorso ottobre.

Uno dei consiglieri ha lanciato uno spunto di riflessione interessante a proposito della distribuzione della rivista trimestrale dell'associazione: l'abbandono della distribuzione per mezzo postale e il ritorno della distribuzione di mano in mano.

Il direttivo ha considerato che questa idea ha pro e contro. Da un punto di vista delle relazioni umane, è sicuramente più aggregante che non il trovarsi ogni numero nella buca delle lettere con le bollette della luce e del gas. Da un punto di vista organizzativo, invece, richiede che alcuni soci si prendano l'impegno di tenere un certo numero di copie e aspettare che i loro vicini vengano a ritirarsele passando dalle loro parti o come si ritiene più opportuno organizzarsi.

Il ritorno della figura dell'incaricato locale è uno spunto di riflessione sul raffreddarsi delle relazioni umane tra vicini di casa e tra persone appartenenti alla stessa comunità locale. In un tempo non troppo lontano, ciascuno conosceva e aveva rapporti più o meno amichevoli con tutti i suoi vicini: oggi questo non è che un ricordo, nella maggior parte delle comunità.

Le figure degli incaricati locali dovrebbero essere persone con una personalità adeguata al compito, in grado di tenere relazioni amichevoli (o perlomeno non conflittuali) con tutti (o quasi) i soci loro vicini... in questo senso il “distintivo” dell'incaricato locale godrebbe anche di un piccolo prestigio e sarebbe elevato a una sorta di figura di riferimento, a ricompensa del fatto di doversi prendere l'impegno della distribuzione delle copie della rivista o del tenersele in casa aspettando che gli altri soci vengano a prelevarsele.

Dal punto di vista economico, che consideriamo secondario ma a cui comunque pensano gli amministratori dell'associazione, la riduzione dei costi di distribuzione consentirebbe di evitare un aumento della quota annuale di associazione. Questa eventualità è stata presa in considerazione ultimamente a causa dei tagli alla cultura da parte delle autorità e alle ridotte disponibilità dei Comuni che sostengono le nostre iniziative come l'annuale Festa de La Valaddo. E il ritorno alla distribuzione manuale può consentire di ridurre il valore della quota associativa.

Per concludere, si spera che i soci esprimano il loro parere in proposito con i consiglieri, gli eventuali soci disponibili a coprire l'incarico di distribuzione si facciano avanti e infine si esprimano suggerimenti o obiezioni con i mezzi che si ritengono più opportuni. In ogni caso il direttivo terrà conto di tutto e analizzerà le possibilità di cambiare o rimanere al sistema attuale nel corso del 2014.

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