Voci dalla Valle

In questa sezione del sito sono raccolte una serie di interviste raccolte e trascritte in diverse località delle valli. Facendo questo lavoro cerchiamo di andare a raccogliere qualche frammento delle varianti che sono maggiormente "a rischio di estinzione" perché il numero di parlanti è sempre più ridotto. Allo stesso tempo andiamo a mettere in luce aspetti legati sia ai luoghi che al passato.

Un enorme ringraziamento sia a chi è stato disponibile a essere intervistato, sia a chi ha girato le valli per raccogliere le interviste e poi le ha pazientemente riascoltate per trascriverne le parti più interessanti in grafia concordata, sia ancora a chi ha fatto la revisione dei testi. Mersì eun barò a tuts!

Traverses, Plan e Pattemouche / Traversa, Plòn e Pattëmoutsë

La borgata di Traverses ha ospitato le scuole elementari, dalle quali arrivavano i meinô (bambini) dalle borgate di Duc, Chezal, Allevè, Villardamond, Pattemouche e Plan. Come testimoniato da Lucia Marcellin, originaria di Traverses ma residente a Pinerolo d'inverno, negli anni 1960 e 1961, gli studenti sperimentarono il progetto della telescuola, che però non ebbe molto successo.

Elisa Torazza

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Traverses2
Elisa Torazza

0.7 MB 0:35 min

" 'L avìa Ermanno Bermont que nou fasìa telescuola, 'l meitre d'la seirabossa. Nous avìa un televisiò itsi, nou fasìa lissò ou que, peui nou fasìa lou compiti, peui si spedishiò a Romë e peui tournava arei. 'l era une tsoz que creo que pochi soubliò perché per fortune il à peui integrà abou la medie, alour l'an aprè un s'è peui anà a fò la seconda media a Finitrella perché l'i età propi n'esperiment iquen sou nou pel que n'a pà funsiunà".

Traverses, Plan e Pattemouche hanno subito durante il periodo delle olimpiadi invernali Torino 2006 un ammodernamento e un riassetto urbano. Molte case sono state vendute dai locali e, da queste sono stati ricavati un numero elevato di appartamenti. Plan invece, è stata ed è ancora la borgata protagonista a livello sportivo: a parte lo stadio del salto, trovano posto lo sci di fondo, che si estende fino alla Val Troncea, che offre paesaggi incontaminati e unici nel suo genere. Inoltre, Plan ospita un campo da golf da 9 buche, compreso il campo pratica. Pattemouche invece, ospita l'unico resort di tutta la Val Chisone: quello del Club Med. Nonostante i numerosi cambiamenti che queste borgate hanno subito nel corso del tempo, il legame delle persone originarie dell'Alta Valle è costante, anche se per diverse ragioni hanno scelto di vendere le case in cui hanno trascorso la loro infanzia.

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Traverses
Elisa Torazza

1.5 MB 1:09 min

A Traversa venou d'ità stra-voulountìa. D'uver pa mai gair, tout louz on men perqué pità la neu, la palaou magar, pa mai gair veulh, via. D'ità 'm plai a la foulia perqué a patisou 'l tsaud et pei comunque tournà dint mon pai, l'i pa mal, anche se, lh'a pa mai la dzent (grosa persouna) da post e pei lh'a 'l Med, m'a sento bastansa strania dint mon pai. Da post i lh'a 'nco na quinzina 'd persoune, la resta l'i touta 'd fouritìa. Lh'a pa mai neun. Lou dsouvi soun tout anà casi via. Lh'a pa mai grand dzent. Embarò mizon soun ità vendùa, c'mà l'eic fait mi da 2007, perché soun soulette, mizò gros, l'an vengu fora euch alodz e lh'ana embarò qu'an fait paria qu' i l'an vendu, l'on fait d'alodzi e ristruturò.

Granges e la Ruà, Grondza e la Ruô

La Ruà è il capoluogo di Pragelato, mentre Granges è la borgata resa protagonista durante le olimpiadi di Torino 2006. Qui infatti è stato costruito l'imponente stadio del salto, composto da due trampolini da gara e tre da allenamento, inizialmente pensati per iniziare i giovani che avessero voluto praticare questo sport minore, magari insieme allo sci di fondo. Pragelato è infatti uno dei luoghi più importanti per quello che riguarda la pratica dello sci di fondo a livello nazionale. Tuttavia, il destino dello stadio del salto non è ancora ben definito, pur essendo passati ormai 8 anni dai giochi olimpici. Sicuramente grandi e piccini si divertono molto in estate praticando "tubing" (attività che prevede l'utilizzo della pista di atterraggio dei trampolini come enorme scivolo, usato attraverso delle camere d'aria su cui sedersi). La Ruà invece rappresenta il fulcro del paese, la borgata dove si trovano i principali servizi e le istituzioni.

Tutte le borgate hanno subito cambiamenti, in particolare il concetti di salutare ha una valenza culturale molto forte in questo paese. Lucia Marcellin lo spiega bene: salutare non significa solo dire "Buongiorno" o "Buonasera", significa fermarsi, dedicare un po' di tempo a scambiare due parole.

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Granges1
Elisa Torazza

1 MB 0:47 min

'L proublema a l'e qu'i vourìa pasò dint 'l pai e troubò quacun a dir "Ah, alour c'mà vai-la? Bondzour" et 'nvece troubo pa mai neun. Dront, cant abitavam itsi, nouz arcomandavan tsou, radzounò la dgent, e pa mai che dir "Bondzourn", e 'co dir "C'mà vai-là?", fô doua parolla. Ou traversovi touta la bourdzo, lh'avìa quacun, invece eour pasà dint 'l pai mai da viedzi. Viedzi qualcun qu'a diza "Buongiorno". Pensou qu'soi daperout paria.

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Granges2
Elisa Torazza

0.4 MB 0:18 min

Spiega molto bene anche il motivo per cui le persone hanno scelto di abbandonare Pragelato e cercare fortuna altrove. "La manc propi lou soldi perqué la dzent i s'anavo ou avol, a la fabrica a Vialar, Pignerol ou que oppur dint louz hotel a Sû Col, perché itsi avìa pas 'l mouien de pouguei ouguei de travolh".

Nonostante le Olimpiadi del 2006, non c'è stato un ritorno alle valli, come magari ci si sarebbe potuto auspicare, almeno non da parte dei locali. C'è stato sicuramente un forte aumento dei residenti e delle nascite grazie alle persone forestiere che qui hanno scelto di vivere, contributo dato perlopiù da persone straniere, quali rumeni e marocchini (la presenza del Club Med e dello Ski Jumping Hotel hanno contribuito notevolmente allo sviluppo di questo fenomeno).

Elisa Torazza

Allevé, l’Alavé

La borgata di Allevè si trova a 1800 mt slm. Abbandonata dal 1966, oggi si presenta quasi completamente ristrutturata e l'impressione che si incontra entrando nella borgata è quella di essere in un borgo vivo, dove la gente potrebbe abitarci anche tutto l'anno. I gerani su tutti i balconi danno subito colore e mettono allegria alle persone che arrivano, anche durante una giornata in cui le nuvole regnano sovrane. Oltre ai batsò, incontriamo ovviamente il forno. È subito chiara la netta differenza con la vicina Villardamond: qua il forno è conservato, ma non ristrutturato e nemmeno funzionante (caratteristiche invece del forno di Villardamond). Tuttavia, si incontra una locanda: la locanda di Allevè che, oltre ad avere 10 camere (numero abbastanza elevato rispetto alla grandezza della borgata), offre ai turisti e non solo, la possibilità di gustare i piatti tipici della valle: oltre ai classici salumi e alle popolari tome (famosissimo il Plaisentif, il cui sentiero passa anche per questa valle), si possono gustare ed apprezzare le specialità locali, quali Calhiette e ghinifle, specialità di difficile reperibilità, se non nella cucina casalinga. Inolre, risulta essere molto apprezzato dagli ospiti che vi hanno soggiornato, come si evince facilmente dalle recensioni lasciate su un noto sito di recensioni di alberghi e ristoranti. Allevè risulta essere un punto strategico per la partenza verso diverse escursioni da trekking.

Come Villardamond, in passato anche la borgata di Allevè era collegata alle borgate inferiori non dalla strada carrozzabile, bensì dalla vaut, l'antico sentiero che anche i ragazzi dalla quarta elementare dovevano percorrere per recarsi prima alla scuola di Traverses e poi, dalla prima media, alla scuola de La Ruà. Allevè infatti aveva solo le scuole elementari sussidiarie.

Elisa Torazza

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Allevé
Elisa Torazza

1.1 MB 0:56 min

"La Grangia l'era plu comod anà travalhò perquè mi travalhavo a Souscol az emplan e decisamente l'er melh perquè alour (anni 60) la vìa l'era pa ouvert d'houvern, invece heur l'ez ouvert tout l'houvern. 'l chamì l'a età fait dant 1950. D' ouvern quand venìa embarò d'nieu e fasìan la courvè, fasìan la via abou la paul per poughè tracour anà a mount e a vaul p'la vìa, sounau la vaout ou la via d'la Mis.

L'ai fait la prumìa, la segund e la troisieme elementaire; peui quarta e quinta l'ai faita a la Traversa, dint las icola "Alberto Picco" e peui l'ai fait la prima media a La ruò.

Bruno Chiquet

Duc e Chezal, Dûc e Tsezôl

La borgata di Duc è divisa in due parti: Duc D'Avól e Duc D'Amont, ognuna col suo forno. Duc fu legata a Chezal dalla presenza di un'unica cappella che univa gli abitanti di entrambe le borgate, nonostante i 100 metri di dislivello tra le due. La vita di une viedzë è ancora ben viva nel ricordo di Alma Lantelme, nata a Chezal, sposata a Granges e residente ora a Traverses per un periodo dell'anno: d'inverno infatti, vive con il nipote a Torino che frequenta l'università. Insomma, una donna con un grande spirito di adattamento, profondamente ancorata ai luoghi in cui ha trascorso la sua vita, ma sempre pronta a cambiare, ad evolversi per rimanere al passo con i tempi, nonostante i suoi 85 anni.
L'intervista di Alma è una testimonianza importantissima, che ci proietta in un tempo che sembra ormai lontanissimo, anche se in realtà ci racconta del secolo scorso, insomma, non sono passati neanche 100 anni.

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Duc-Chezal1
Elisa Torazza

0.5 MB 0:30 min

ALMA: "Ma mama venìa da lavè, alour cant avìa da felho da Tsezol ou fa 'd travaou il butavan un chit dareir dint 'l prà, un linsol blanc manà il anau vìa ou a countr 'l cant"
RENZO: "E i partìo da Tsezol ou da Dzussaut, i venìo avol e tournavan amónt e l'anavan su e dzou. I l'avian po 'd viol s'la Traversa da pasò. Non, 'ntava qu'desendeiso"
ALMA: "No, itsi lh'a pa 'd via, perquè 'nta que pasa pa d'amount për anà".

Continuando l'intervista, ci racconta di un altro fatto che lascia quasi interdetti: una mamma che, non avendo il latte da dare ai propri bimbi neonati, copriva loro gli occhi con una benda e li attaccava agli animali, vacca, pecora o capra.

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Duc-Chezal2
Elisa Torazza

1 MB 0:51 min

Dan mazarden, nh'à nourì ounz, di vintedoui an et il n'avìa pa ren lait. Ilsa tout nourì abou un fei, un tsabr, un vats, i a mourova a la bestia per ploufatetoda nourì. Betavo 'n ganash su l'uzel, pa qu' neis ma nit, peuj lous nourovon a la vach ou a la fei ou a la chabr, quelqu'l'avìa et ils ont tout nourìa parìa abou sa bestia. Barbou Fransuà a l'ità nourì abou un vats e el ouchab moun veil souven 'nca mì qui lavourovon abou la vatsa, cant' l'avìa sei e fazìa tsaud d'ità s'abourrava tatô sa vatsa, perquè el a età nourrì abou una vach.

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Duc-Chezal3
Elisa Torazza

0.7 MB 0:36 min

E ancora, ci racconta del giro a piedi che doveva fare tutti i giorni, con la sua vacca:
"(Da Grondza) Partìo 'd matin, munzìo, fazìo soc qu'avìo da fa, pei anavou amónt a Tsezol a pè. Peui da Tsezol prenìo la merende e anavou casi sû a Bantsette ichaout, abou la vatsa. Batsìa 'l dzour qu'i avìan la vaccha e pei cant aribov a Tsesol, 'd neout prenìo cacaren et pei tournavo parti, venìo avol a la Grondza, soulet parsimon. Dint un dzour fazìo tout qui travalh-itsi. Partìo da Grondza, 'navo a Tsezol, 'navo a Gran Cost, tournavo avol a Tsezol e tournavo a Grondza".

E nonostante le borgate siano state ristrutturare e siano in uno stato di conservazione molto migliore rispetto a com'era in passato, recandosi in questo piccolo insieme di case arroccate l'una sull'altra, si ha l'impressione che il tempo qui non sia mai passato, ma che anzi si sia fermato al tempo dei racconti di Alma. E forse, è proprio questa la vera autenticità di questi piccoli borghi.

Elisa Torazza

Toponimi

Ascolteremo ora la parlata di Mentoulles, frazione del comune di Fenestrelle (TO). L'intervistato è un residente, Mauro Martin, che ha già contribuito in modo importante ad alcune ricerche e pubblicazioni per La Valaddo. In questo estratto ci parlerà appunto di una sua ricerca legata ai toponimi del comune di Fenestrelle.

Molto interessante è scoprire quanti toponimi esistono e la particolarità del loro significato, che Mauro ci spiega in modo approfondito. In seguito una breve analisi delle caratteristiche della parlata, ottenuta con l'aiuto di Luca Poetto, che ha collaborato nella revisione della trascrizione.

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Toponimi
Rossella Prot

5.5 MB 6:03 min

Ouz avènn arbatà milë cattrë sens (1400) nons, a póo prê. E l'ée 'd nons da paî, dë lâ viô, dâ prô, dâ champs, da rious, da coumbòes, da sarés, ecco, tra tout c'loû nouns iquì, l'a nh'a quë î siounn ën barón interessans, perquè î së trobbou dapèrtout, l'ée d' nons quë fan vée, póo prê, coumà l'è fait 'l teren, ou quë l'ée sa naturë, per ezemplë, lh'a 'd nons quë marcou la pouzision adont â së trobbë ën post plutot rispet a n' autrë. Per ezémplë ou troubénn "Â Pè lâ Tèra", Â Pè lâ Tèra, â vô dirë, â founs dë la tera. Louz Adrèis, l'adrèit la vô dirë, quë ël post al ée ben plasà vers ël souélh, a méejourn. A countrèrë, l'Enverseulh, a vô dirë qu'al ée espost vers ël Nord, vers ël frèit, vers l'ombrë.

Ouz avènn për esempi la Simmë dâ prô, l'ée la simmë, la Pè dâ prô, l'ée El fons. La lh'a la Pè a la fond dë la fau, la pè dâ paî. La lh'à La Pè à Mentoùa. E la lh'à la Simmë. Pèu la lh'a ën non, quî arcourë ën barón, perqué la nh'a d' tou lou càeri: ël Serë. Ël Serë la vò dirë ën post quë douminë la valaddë. Ou n' sabénn pâ cmà 'l tradurë esattament ën italièn.

Ouz avènn prouvà a dirë Poggio, ouz avènn prouvà a dirë Terrazza Naturale. Ma la parollë Serë, fàe ben coumprennë soc l'ée: l'éez ën post d'adont teu pôi agachà l'aviròn e vée tottë la valaddo. Ël Serë, la lh'a d' Seri nourmaes, ma lh'a d' Saràs, d' Sartòs, d' Sartóns, chis, d' Sarét, d' belli, d' brut, d' pchit e d' grô.

Ecco pèu la lh'a d'autri nons, î marcou la naturë dâ teren. En Sannhë, l'éez ën teren plouràeguë, d'ont l'aegë vèn fòrë. D' Sannha, la nh'a tourna d' totta la calitô: d'Sanhettë, pcheutta, d' Sanhòs, grô. E d' Sannha la nh'a ën barón dapertout, l'è d' nons qu' ou troubà a Mentoùa, l'ou troubà a Chambons, l'ou troubà a Fënëtrèlla, l'ou troubà a Pèu, l'ou troubà dapertout. E pèu lâ Gravièra, lonc dâ Cleizoun, l'ée lou terens plèns d' pèira quë l'àeguë a pourtà. Pèu la lh'à l'Arsièrë, l'argilla.

Pèu la lh'à la Tèra Màegra quèllë iquì paura qu'a l'ònn ën barón d' pèira, d' pèira, chousin. Pèu la nh'à d'autri nons, encò, î marcou coumà el teren al ée fàet. Alourë, la lh'à lë, per esempi la lh'à ën ròcchë particoulièrë, la sariò'n Ròcchë Plattë. L'autrë 'l ée ën Ròcchë Riondë. L'autrë l'ée 'n Ròcchë Pouncheò, per marcâ coumà l'a sionn fàeta. Pèu la lh'à lâ Bàesa, la bàesë al ée adont ël teren vae bô. La lh'à lâ Vàouta, la vô dirë un'avvallamento del terreno. La lh'à d' Cróo, la lh'à d' Brouà, un'erta, ripida.

La lh'à d' Clót. én mountagna ël Clót apènë la chèsë ën poch d' mountò l'ée jà ën Clót. E anche iquì la lh'à d'Clót, d' Cloutòs, d' Cloutinhóns, d' Cloutés, d' totta lâ calitô pousiblë e imaginablë. Pèu la lh'à tornë d' Coumbòe. Coumbòe l'ée dont s'arbàtë l'aegë quë courë avòl. Pâ nechessérë qu'â î sié ën rìou toujourn di'l coumbòe. Di'l lë coumbòes plû grô la lh'à en rioù, ma din lh'autri la lh'à ën cours d'aeguë quë a pòe l' èsë d'ën moument dë la sazon, cant la plàu d' mèi.

E anche iquì lh'à d' Coumbaeòs, Coumbaeóns. Coumbaeón la vô dirë pchit. L'ée pâ n'accrescitivo, l' éz ën diminutivo. Pèu la lh'à d' Còl. D' Coulét, ën còl pchit. D' Coulètta, e avanti. Lâ Cóota l'è lou flanc dëla mountagna, van avòl vers ël coumbòe.

Pèu la lh'à ën barón d' nons, quë marcou la proprietô dâ terens. La lh'à d' Carón, a lh'à ël Martèl, la lh'à ël Counh, voë dirë fàet à trianglë. Pèu la lh'à d' Bòra, d' Barètta, cant lâ siounn talment etrèita la vèn d' Lamma. Pèu la lh'à d' nons quë ònn a quë fâ aboù l'aeguë: ël Pîsòlh, ël Rioû, la Fountònë, l' Abuouraour, ël Bachòs, ël Beòe Pourtaour, l'ée 'l beòe qu'â portë l'aeguë à lâ machina, marchavou ën viegge la rèisa, a Martinèta, à totta quèlla machina iquì.

Pèu la lh'à d' Fountana. Din noutrî post lh'à, ouz avènn arbatà mèi d' sincantë nons d' Fountòna, ma la nh'à bée mèi. Anche perquè, souvent ël non dë la fountònë â ven dit aboù ël non da paî. L'ée la fountònë dâ... perquè il éez iquì. Il ée pâ ën n'autrë post.

La lh'à d' fountòna qu'ònn bellisim nons: Fountònë Rèinë, â vô dirë dë la Regina, Fountònë dâ Vin, la Fountònë dâ Boutalét ,la Fountònë daz Uzeàous, la Fountònë d'la Rouinôsë, una grossa frana, la Fountònë d'lâ Clappa, del tronco spaccato a metà.

E aràn pariè...
Pèu la lh'à ën barón d' nons d' planta. Isì tout prê 'd nouz autri, ouz avènn ël Vernè, l'éez ën: douà, trée meezons ensemp, perquè iquì la lh'à ën barón d' verna, la së dëmandòvë ël Vernè. En pau d' sobre a lh'ée ël Fàu.

La parlata di Mentoulles fa parte del gruppo Alta Val Chisone-Alta Val Susa per quanto riguarda la formazione dei plurali e degli articoli, condivisa con la stragrande maggioranza del dominio occitanofono e francoprovenzalofono d'oltralpe.

Il patois ha caratteri di transizione non solo tra l'alta e la bassa valle ma tra i domini d'oc e d'oil, difatti presenta molte affinità con il francese antico: per esempio il sistema singolare-plurale dei sostantivi maschili (chapèl-chapeàus= francese antico chapèl-chapeaux), la risposta affermativa è (òi,òie=francese antico: oil). Inoltre fenomeni come la caduta della s in corso di parola e la caduta della vocale finale nei femminili (testa=tète)avvicina molto la parlata al francese ed alle parlate francoprovenzali.


Le A toniche tendono a chiudersi fino a produrre delle O aperte: coumbal=coumbòe
E' una parlata molto "instabile" poichè le vocali cambiano a seconda della loro posizione all'interno della frase.
Particolarità della parlata è la caduta (o il passaggio ad E) di L intervocalica (Mentoula, Mentoùa=Mentoulles) o in fine parola (coumbal=coumbòe)

E' una parlata a tratti molto conservativa, per esempio per il mantenimento delle S dei plurali maschili. Inoltre la pronuncia della parola "coumà" (=come), risulta molto stretta, e il suono iniziale "cou" è trascurato, a vantaggio di un più marcato accento in fondo parola.


Rossella Prot

 

   

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